[Recensione EP] Dirty Sanchez – Madness

Un disco di nome “Madness” con un teschio in copertina, di una band chiamata “Dirty Sanchez” dovrebbe già in qualche modo suggerirne il contenuto. Per una volta l’apparenza non inganna, perché il sound all’interno è un concentrato di violenza e ritmiche stoppate come quelle di una volta, quando ero giovane, spensierato e, soprattutto, coperto di lividi dopo ogni concerto. E devo anche confessare non l’avrei affrontato con la stessa scioltezza se invece si fosse trattato di un dvd (per capire a cosa mi riferisco, vi consiglio di googlare il nome della band). Qui sotto la playlist youtube da cui potete ascoltarlo.

Madness è appunto l’EP di esordio di questa band, il biglietto da visita con cui si affaccia sulla scena, è un’opera che si pone in maniera definita, senza la presunzione di essere rivoluzionaria, all’interno di un genere come il Nu Metal in cui molto è stato fatto e detto, ma in maniera personale e senza dare l’impressione di qualcosa di già sentito, fondendo in maniera omogenea diversi stili che si compensano in un’opera coerente e solida dal punto di vista compositivo. Poche contaminazioni, una linea chiara e un’esecuzione tecnica di ottimo livello (sia strumentale, che vocale) rendono questo lavoro decisamente interessante e apprezzabile anche per chi, come me, non è fan sfegatato del genere.

dirty_sanchez

I testi, riescono a non essere né banali né scontati, pur restando sulla linea tipica della corrente scelta, incazzati, in parte introspettivi, in parte critici verso la società. Rime coerenti, ben incastrate, che rendono davvero al meglio soprattutto nelle parti rap.

Il comparto sonoro infine è altrettanto di buon livello, per quanto riguarda voci, chitarre e bassi, anche se in alcuni tratti la batteria fa davvero fatica a ritagliarsi lo spazio che a mio avviso meriterebbe nel muro sonoro generale, soprattutto a livello di rullante, che pare un po’ inscatolato, e per il poco risalto dato ai piatti. Si tratta evidentemente di scelte in fase di mix, che vengono coerentemente mantenute in tutti i pezzi, riducendo questo appunto ad una semplice questione di gusti (questo tipo di approccio, tra l’altro, è spesso riproposto in altre produzioni dello stesso genere, anche più mainstream). Il suono generale comunque risulta tutto sommato piacevole e ben amalgamato, per cui la scelta può risultare alla fine condivisibile nell’equilibro generale della produzione.

Partire con il piede giusto è importante, i Dirty Sanchez di sicuro ci sono riusciti, ora stiamo a vedere dove sono in grado di arrivare!

Potete trovarli su:

Facebook (www.facebook.com/69DirtySanchez)

Yotube (https://www.youtube.com/channel/UCxl3ethuNNpDmrSFy3elKeA)

E non dimenticate di attivare il filtro per bambini se li cercate su google (oppure di toglierlo, dipende dai gusti).

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